Giuliano Bordoni

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Giuliano Bordoni

Auto Presentation

Iniziai, insieme al mio amico di sempre, con lo snowboard. Intorno ai vent’anni ho deciso di accedere alle selezioni di Guida Alpina, così sono tornato ai due assi. Per allenarmi e prepararmi ai corsi inizia anche con le miei prime gare di sci-alpinismo. Quindi ovviamente i miei sci erano SKI-TRAB cosi come i miei successivi da sci-alpinismo. In tutta questa parentesi lo snowboard era riuscito a cambiare il modo di fare sci in America, e, piano piano stava arrivando anche in Italia. Comparve la prima copertina di ALP con l’immagine di una montagna innevata dell’Alaska: fu la prima volta che si parlò di Freeride! Quella foto di copertina era di un certo Emilio Previtali, da lì a poco, lo stesso fondò una rivista specializzata del settore: Free.rider. Un certo Marco Siffredi aveva iniziato a farsi notare. Era il mio idolo, uno Snowboarder-Alpinista con capelli tinti, grandi orecchini e un sorriso che brillava di luce propria! Grazie ai magazine che parlavano di lui, conobbi altri guru di questo mondo ma che però ai piedi avevano degli sci. Volai in Canada per la seconda volta. Nelle vetrine di Whistler non credevo ai miei occhi vedendo dei Pontoon: degli sci esageratamente larghi della K2. Tornai a casa e quell’inverno provai così degli sci da freeride (li custodisco ancora gelosamente). Ritrovai così le stesse sensazioni di sci-VOLARE che avevo con lo snowboard, mantenendo però la praticità degli sci. Mi innamorai follemente di questo mondo. Non passò molto e mi ritrovai ad unire le mie due grandi passioni: quelle per la verticalità, l’avventura e la scoperta che amo nelle cascate di ghiaccio con quella per il Freeride. Aprire itinerari nuovi di sci-ripido (io preferisco chiamarlo ski-savage o sci d’avventura) è stata una normale conseguenza. Ho sciato con i due marchi di sci più cool e che hanno dettato legge nel mondo del Freeride nelle due decadi del primo millennio. Il modo di vivere il Freeride sta ancora cambiando, la direzione è sempre più vicina allo sci d’avventura, ovvero alle origini vere dello sci-alpinismo. Dovevo tornare laddove partii, dovevo chiudere un cerchio. L’anno scorso tornai quindi da SKI-TRAB, alle miei origini. L’azienda di casa, l’azienda che ho sempre sentito come una famiglia e per la quale ho sempre collaborato per via degli attacchi nel corso degli anni. Io ero pronto, mi sentivo pronto, ma loro? Loro erano pronti per iniziare a camminare, o meglio a sciare nella direzione del free-touring? La sfida di portare tutto il mio know-how di tutti questi anni del mondo del Freeride, dello ski-savage e del mestiere di Guida Alpina nonché di Istruttore delle Guide Alpine unendolo alla tecnologia e alla genialità di Ski-Trab inizialmente mi intimoriva molto, ora, dopo un anno di lavoro a stretto contatto con i fratelli Trabucchi e tutti i ragazzi dello staff, sono orgoglioso e gioioso per le direzioni prese! Quindi si, sono pronti più che mai! Aver fatto parte dello sviluppo del nuovo Magico 2.0 e far parte sin dalle prime fasi nel nuovo progetto di uno sci nuovo, che è radicale rispetto a tutta la collezione sinora proposta, mi danno una carica di motivazione e allegria come i miei primi anni di sci!! Orgoglioso sinceramente di essere uno #skitrabber!!

Passions

Il mondo invernale mi ha sempre affascinato, sin da bambino. La neve e quella sensazione di sci-VOLARE mi hanno da subito stregato. Non c’è nulla che si possa avvicinare. Mi sono approcciato alla neve fresca da bambino, vedendo dei ragazzi più grandi di me galleggiare sulla neve appena scesa: avevano un surf da neve (come allora veniva chiamato dagli skier). Avevo circa dieci anni e avevo trovato qualcosa che mi facesse andare più veloce degli sci stretti che allora esistevano.